Prezzi degli affitti a Milano: cosa è cambiato dopo la pandemia

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Publicado em 28 de outubro de 2026 por Spacest.com

Prezzi degli affitti a Milano: cosa è cambiato dopo la pandemia

Milano resta la città più cara d’Italia in cui affittare casa. In sintesi: i prezzi degli affitti a Milano erano scesi a 18,3 euro al metro quadro a dicembre 2020 e nel terzo trimestre del 2026 hanno raggiunto i 22,4 euro.

Circa il 22% in più in sei anni. Ma la storia è più interessante di una percentuale, perché il mercato prima è sceso, poi è corso troppo, e solo da poco ha rallentato.

Ecco cosa è successo davvero, quartiere per quartiere, e cosa significa se oggi stai cercando casa a Milano.

Prezzi degli affitti a Milano: i numeri in sintesi

IndicatoreDicembre 2020Terzo trimestre 2026
Canone medio richiesto18,3 €/m²22,4 €/m²
Centro storico25,3 €/m²circa 35 €/m²
Garibaldi-Porta Venezia20 €/m²circa 27 €/m²
Navigli-Bocconi19,8 €/m²circa 25 €/m²

Tutti i dati sui prezzi degli affitti a Milano vengono dall’Ufficio Studi di idealista. I valori per quartiere del 2026 si riferiscono al primo trimestre, l’ultima rilevazione per zona pubblicata.

Una precisazione doverosa: nel 2026 idealista ha cambiato la metodologia del proprio indice, escludendo gli affitti stagionali e turistici e applicando la modifica a tutta la serie storica. Il confronto su più anni va quindi letto come indicativo, non come misura esatta. [fonte: idealista]

2020: l’anno in cui gli affitti sono scesi

Oggi è facile dimenticarlo, ma la pandemia ha fatto scendere i canoni.

Nel corso del 2020 il canone medio richiesto in città è calato del 6,4%, fermandosi a 18,3 euro al metro quadro, mentre l’offerta di case in affitto è triplicata. Gli studenti erano tornati a casa, gli affitti brevi si erano svuotati e molti proprietari li avevano spostati sul mercato residenziale.

Per qualche mese Milano è stata un mercato favorevole agli inquilini. Non è durato.

Dal 2021 al 2024: la stretta

Con il ritorno di università, uffici e turismo, l’offerta in più è sparita e la domanda è rientrata tutta insieme.

All’inizio del 2024 Milano aveva toccato il suo massimo da quando idealista rileva i canoni: il prezzo più alto dal 2012, quando la media era di 13,7 euro al metro quadro, con 23,3 euro richiesti mediamente per affittare un appartamento.

Le cause indicate dagli analisti sono tre, e valgono ancora oggi: troppa domanda e poca offerta, tanti affitti transitori e tantissimi brevi che sottraggono immobili al mercato residenziale tradizionale.

Il rallentamento: dove siamo oggi

Gli ultimi dati sui prezzi degli affitti a Milano raccontano una storia diversa rispetto ai tre anni precedenti.

Nel terzo trimestre del 2026 Milano si è attestata a 22,4 euro al metro quadro, con una crescita trimestrale dello 0,9%. A livello nazionale i canoni sono saliti dell’1,8% su base annua, meno dell’inflazione, che ad agosto era al 3,3%.

Milano è oggi una delle grandi città italiane che cresce più lentamente. Nello stesso trimestre Genova è salita del 7,3% e Torino del 5,6%, mentre Milano si è quasi fermata.

Gli operatori del settore descrivono un mercato che si sta spostando da una logica dominata dai proprietari a una più favorevole agli inquilini, con le richieste di locazione scese del 64% in tre anni e gli immobili disponibili cresciuti del 38%. Milano resta la città più cara d’Italia, ma la direzione è cambiata.

Prezzi degli affitti a Milano: quanto si paga davvero al mese

Il prezzo al metro quadro serve a confrontare le zone. Quello che conta per il portafoglio è il canone mensile.

TipologiaCanone indicativo al mese
Monolocale o bilocale da 45 m², zona mediacirca 1.000 €
Trilocale da 70 m², zona mediacirca 1.570 €
Stanza singola in appartamento condivisocirca 700 €

I primi due valori sono calcolati sulla media cittadina di 22,4 euro al metro quadro, al netto delle spese. Il dato sulla stanza viene dall’osservatorio di Immobiliare.it Insights, che ad agosto 2026 indicava 704 euro al mese per una singola a Milano, contro una media italiana di 575 euro.

Per un confronto zona per zona sulle stanze, leggi la nostra guida su quanto costa una stanza a Milano quartiere per quartiere.

Prezzi degli affitti a Milano quartiere per quartiere: dove sono arrivati gli aumenti

Non tutte le zone si sono mosse alla stessa velocità.

Il centro storico resta in una categoria a sé, con circa 35 euro al metro quadro, nettamente sopra la media cittadina. Era già il quartiere più caro nel 2020, a 25,3 euro, quindi il divario si è allargato invece di ridursi.

Garibaldi-Porta Venezia e Navigli-Bocconi formano la fascia subito sotto, rispettivamente intorno a 27 e 25 euro al metro quadro, diversi euro in più rispetto al 2020. La trasformazione di Porta Nuova e il richiamo della zona Bocconi spiegano buona parte della domanda.

Le zone periferiche restano molto più accessibili. Quarto Oggiaro-Vialba-Cascina Merlata è la più economica della città, intorno ai 20 euro al metro quadro.

La conclusione pratica non è cambiata dal 2020, ma oggi pesa di più: spostarsi di due o tre fermate di metropolitana fa risparmiare cifre reali, e a Milano i collegamenti rendono questo scambio facile. Trovi un approfondimento nella guida ai migliori quartieri dove vivere a Milano.

Milano e Roma a confronto

Il divario con la Capitale resta ampio. Nel terzo trimestre del 2026 Roma si è attestata a 19,2 euro al metro quadro, con una crescita trimestrale dell’1,9%, quindi più rapida di Milano.

In altre parole: Milano è ancora davanti, ma Roma sta recuperando terreno più in fretta. Se vuoi capire cosa sta succedendo nella Capitale, leggi Canoni di affitto a Roma: effetto Giubileo.

Cosa significa per gli inquilini

  • Parti in anticipo. La domanda tocca il picco tra agosto e settembre, con l’inizio dell’anno accademico
  • Confronta il prezzo al metro quadro, non solo il canone mensile: è l’unico modo per capire se una richiesta è in linea con la zona
  • Chiedi cosa è incluso. Spese condominiali, riscaldamento e utenze spesso sono a parte
  • Guarda oltre le zone più ovvie. I quartieri intorno ai campus non sono sempre quelli con il miglior rapporto qualità-prezzo
  • Valuta la condivisione. Una stanza costa in media 700 euro contro i 1.000 di un piccolo appartamento

Cosa significa per i proprietari

Il rallentamento cambia i conti. Con le richieste in calo e l’offerta in aumento, gli immobili proposti sopra la media di zona restano sfitti più a lungo: gli operatori segnalano che le maggiori difficoltà di collocamento riguardano i canoni oltre i 1.000 euro al mese, indipendentemente da zona e metratura.

Fissare il canone sulla media del quartiere, e non sul picco dell’anno scorso, è oggi la differenza tra un immobile affittato e uno vuoto. Arredamento, stato dell’immobile e classe energetica pesano più di quando gli inquilini non avevano alternative.

Se stai valutando quanto chiedere, puoi partire dal calcolatore del valore di affitto e dalla nostra guida all’indice dei prezzi degli affitti in Italia.

FAQ Domande frequenti sui prezzi degli affitti a Milano

Quanto costa affittare casa a Milano?

In media 22,4 euro al metro quadro, che corrispondono a circa 1.000 euro al mese per un bilocale di 45 metri quadri e a circa 1.570 euro per un appartamento di 70, al netto delle spese.

Di quanto sono aumentati gli affitti dopo la pandemia?

Da 18,3 euro al metro quadro di dicembre 2020 a 22,4 euro del terzo trimestre 2026, circa il 22%. Va però considerato il cambio di metodologia dell’indice avvenuto nel 2026.

Milano è ancora la città più cara d’Italia?

Sì, resta in cima alla classifica nazionale, davanti a Firenze, Venezia e Roma.

Gli affitti stanno finalmente scendendo?

Non scendono, ma rallentano nettamente. A Milano la crescita trimestrale è stata dello 0,9%, e a livello nazionale i canoni salgono meno dell’inflazione.

Quali sono le zone più economiche?

Le aree periferiche, con il nord-ovest tra le più accessibili: circa 20 euro al metro quadro contro i 35 del centro storico.

Quanto costa una stanza in condivisione?

Circa 704 euro al mese in media, il valore più alto d’Italia.

Cercare casa a Milano oggi

I prezzi degli affitti a Milano restano alti, ma il mercato è cambiato abbastanza da rendere utile un confronto attento, invece di accettare la prima proposta. La pressione che rendeva difficilissimi il 2022 e il 2023 si è allentata.

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